Caldo torrido fino a metà agosto, Coldiretti: “Agricoltori esasperati da una crisi senza precedenti”
30 Luglio 2026C'è preoccupazione sul fronte agricolo per l'innalzamento delle temperature. Il termometro potrebbe rimanere a livelli alti per diversi giorni, almeno fino alla metà del mese, con difficoltà per le aziende già provate da una siccità persistente. Gli agricoltori veneziani sono esasperati da una crisi definita senza precedenti. «Non si tratta solo della siccit.à – dichiara Tiziano Baldo, consigliere di Coldiretti Venezia – ma di una congiuntura di eventi negativi: gli effetti devastanti del cambiamento climatico, tra maltempo e siccità, l’aumento vertiginoso dei costi di produzione e il mancato adeguamento dei prezzi per gli agricoltori. In questo contesto, ci si chiede se valga ancora la pena coltivare».
Il momento è cruciale per la raccolta di frutta, verdura e cereali. Le colture, già stressate dalla mancanza d’acqua, rischiano ulteriori danni con l’intensificarsi del caldo. Il mais che non è stato bagnato per mancanza di disponibilità di acqua, in particolare nelle aree nel litorale come a Caorle e San Michele al Tagliamento è completamente compromesso, l’attenzione ora va alle colture di seminativo come la soia che è in fase di crescita e necessita di acqua, ma anche a tutte le orticole.
Tiziana Favaretto, presidente di Coldiretti Venezia, sottolinea l’urgenza di affrontare questa situazione con soluzioni immediate: «Si evidenzia ancora una volta – spiega – l’urgenza della realizzazione di invasi, una rete di bacini multifunzionali dotati di sistemi di pompaggio capaci anche di produrre energia idroelettrica. Si tratta nella maggior parte dei casi di progetti che ciascun consorzio di bonifica ha pronti e immediatamente realizzabili se vi fosse un dispiegamento di risorse. Non solo invasi ma è necessario investire anche sulla riduzione delle perdite della rete con un efficientamento delle tubature per l’irrigazione. Oggi l'Italia trattiene appena l'11% dell'acqua piovana che cade sul territorio, una percentuale insufficiente per garantire la sicurezza idrica di agricoltura, cittadini e imprese».