San Donà, alcol ai minori, due locali sanzionati
14 Dicembre 2025Stretta della Polizia Locale di San Donà di Piave sulla movida del centro cittadino. Nella serata di ieri, a partire dalle 22, gli agenti hanno effettuato controlli straordinari nei principali punti di ritrovo, con particolare attenzione a Corso Trentin, alla nuova area pedonale e a piazza Indipendenza.
Le verifiche hanno riguardato il rispetto delle autorizzazioni sui plateatici, il divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minori e le normative su musica e rumori, per garantire la tutela della pubblica quiete. L’operazione si è conclusa con sanzioni nei confronti di due esercizi pubblici.
In un primo caso è scattata una multa amministrativa da 334 euro per la somministrazione di prosecco e gin tonic a un gruppo di ragazzi di 17 anni.
Più grave il secondo episodio, dove un bar è stato deferito all’autorità giudiziaria per il reato previsto dall’articolo 689 del Codice Penale, avendo servito cocktail superalcolici a una tavolata di quindicenni. Per l’esercizio è prevista la chiusura, che sarà disposta dalla Prefettura di Venezia.
«La somministrazione di alcol ai minori è un fatto gravissimo che non può essere tollerato – dichiara l’assessore alla Sicurezza Simone Cereser –. Si tratta di comportamenti che mettono a rischio la salute dei ragazzi e la sicurezza collettiva. L’obiettivo dei controlli non è penalizzare chi lavora correttamente, ma tutelare giovani, residenti ed esercenti rispettosi delle regole».
I controlli rientrano in una più ampia attività di monitoraggio avviata da tempo dalla Polizia Locale per contenere gli effetti negativi della movida e migliorare sicurezza e vivibilità del centro.
«Gestire un pubblico esercizio è un lavoro complicato, che richiede molta attenzione – aggiunge il sindaco Alberto Teso –. L’ho ribadito più volte agli imprenditori nei nostri incontri: state attenti a chi servite da bere, non tollerare gli eccessi, controllate il volume della musica, vigilante anche su quello che succede fuori dal vostro locale.
Durante il consiglio comunale di giovedì avevo richiamato anche la responsabilità dell’ente pubblico nelle ipotesi di schiamazzi e disturbo della quiete pubblica ed è di ieri la notizia della condanna del comune di Milano, reo di non aver fatto quanto necessario per contenere la movida notturna. La libertà di ciascuno finisce dove inizia la libertà dell’altro: bisogna lavorare e si può fare festa, ma rispettando le regole. E chi le vìola crea un danno all’intera categoria, perché opera in concorrenza sleale. Non lo dico io, ma la Fipe, il sindacato dei pubblici esercizi. C’è spazio per tutti, ma le regole vanno rispettate».
(Immagine d’archivio)