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Noventa, CIA Venezia sulla vendemmia 2025: produzione stabile ma export in crisi, i dazi USA frenano il vino italiano

20 Novembre 2025

Al convegno sulla vendemmia 2025 organizzato da Cia Venezia a Noventa di Piave, il mondo vitivinicolo ha fatto il punto su un’annata che conferma la tenuta produttiva ma evidenzia consumi in calo e un export frenato dai dazi USA. Presenti i vertici nazionali e regionali dell’associazione, il dibattito ha messo in luce luci e ombre di un settore chiamato a misurarsi con nuove dinamiche di mercato.

«La produzione nazionale, inizialmente stimata in 47 milioni di ettolitri e poi corretta a 44, resta stabile, con un +2% in Veneto e performance brillanti in Lombardia e Friuli Venezia Giulia – spiega Franco Passador, Presidente e Amministratore Delegato Vi.V.O. Cantine –. A sorpresa, il Sud trascina la crescita con incrementi record, dalla Basilicata (+40%) alla Sicilia (+20%). Tra i vitigni veneti, il prosecco continua a correre con 4.253 ettolitri imbottigliati, +2,2% sul 2024, con giacenze minime che anticipano la commercializzazione al 1° dicembre. Bene anche il pinot grigio, seppur con un patrimonio viticolo ormai anziano».

A pesare è invece la frenata degli scambi con gli Stati Uniti. Tra dazi al 15% e un dollaro debole, i prezzi al consumo sono balzati da 12-13 a circa 20 dollari a bottiglia, comprimendo gli acquisti. Il risultato è un –28% a valore nell’estate 2025, dopo un inizio d’anno in crescita per effetto delle scorte pre-dazi.

Secondo Nomisma, l’export resta decisivo per compensare consumi interni scesi del 30% dagli anni ’90. E se gli USA rallentano, altri mercati avanzano, come Romania, Vietnam, Turchia, Thailandia e Bulgaria che registrano aumenti anche a doppia cifra.

Segnali che, per la presidente di Cia Venezia Federica Senno, impongono una riflessione. «I consumi sono cambiati, tra il calo dei rossi, il cambiamento delle abitudini dei giovani, e la necessità di tutelare produzioni e redditività agricola. Tra pochi giorni la Regione Veneto avrà un nuovo governo, al quale chiediamo attenzione per un settore, come quello viti-vinicolo, che è una punta di diamante dell’agricoltura veneta».