Cultura ed Eventi

Portogruaro, un libro sulla Resistenza nel Portogruarese: domani sera la presentazione

28 Aprile 2025

La sala consiliare del Municipio di Portogruaro ospita, domani sera alle 21, la presentazione del libro “I Resistenti del Portogruarese”. L’evento sarà introdotto da una breve intervista al professor Andrea Manzella, già capogabinetto di Spadolini, De Mita e Ciampi. Nel volume, di cento pagine, sono elencati per ognuno degli 11 Comuni del Portogruarese dove sono nati o hanno risieduto, i nominativi di 887 partigiani combattenti e patrioti e di 921 Internati Militari, ognuno con brevi note biografiche. Nel numero dei partigiani sono compresi anche 42 nominativi di partigiani che, seppur originari o residenti fuori del Portogruarese hanno combattuto, anche incontrando la morte, in questo territorio. In totale si arriva così a 1.798 resistenti.

«L’ottantesimo della Liberazione dal nazifascismo- sostengono i rappresentanti AMVO-Noi Migranti, ANPI, Centro Mori e UTE – non è una ricorrenza qualsiasi. Per questo abbiamo deciso di avviare questa ricerca sui protagonisti che continuerà nei prossimi anni, anche coinvolgendo direttamente i cittadini a cui chiediamo di segnalarci i propri famigliari che si sono opposti al nazifascismo. Pensiamo non solo a chi ha operato nelle formazioni partigiane o è stato internato in Germania, ma anche a chi ha accolto e nascosto ebrei, militari alleati, antifascisti».

Dalle pagine dedicate ai partigiani si apprende che il più anziano e il più giovane di loro erano sanstinesi: Matteo Corazza, che quasi ottantenne militava nella brigata Trentin nella zona di Padova, mentre Cesare Milanese a 14 anni era staffetta della divisione Osoppo. I caduti (in combattimento, impiccati o fucilati) furono 78, il più giovane di essi era Luigi Gobesso ucciso dai fascisti a Levada il 7 settembre del 1944: aveva solo dieci anni. Tra gli IMI il più anziano era Felice Rossi, caporale di Annone Veneto: quando rientrò in Italia aveva 49 anni. Negli Stalag erano finiti anche tre ragazzini della classe 1929): Mattiuzzi Solindo di San Michele al Tagliamento, Benvenuto Campaner di Annone Veneto e Benito Dalla Via di Portogruaro. Avevano 16 anni quando furono liberati.