Territorio

Cavallino Treporti, lunedì 31 l’addio a Roberto Orazio

29 Marzo 2025

La comunità di Cavallino-Treporti piange la scomparsa di Roberto Orazio, venuto a mancare mercoledì 26 marzo all’età di 75 anni.

Una figura amata e rispettata, conosciuta per il suo impegno instancabile e per la sua generosità verso il prossimo.

Nato e cresciuto a Ca’ Vio, Roberto aveva prestato servizio militare nel corpo dei Vigili del Fuoco a Tolmezzo, in Carnia, dove conobbe la sua metà, Nives. Da quell’incontro nacque una storia d’amore solida e duratura, coronata dalla nascita dei figli Gianluca e Paola.

Dopo aver frequentato la scuola di formazione, iniziò la sua carriera come muratore, ma ben presto iniziò a dedicarsi all’agricoltura. Coltivatore diretto per tutta la vita, trascorreva le sue giornate tra i campi e le serre, e di notte con il camion nei mercati ortofrutticoli del Nord Italia, lavorando sempre con passione. Era attivo nell’associazione di settore e negli anni ’80 contribuì con entusiasmo alla realizzazione dei carri di carnevale, dimostrando ancora una volta il suo spirito collaborativo per il territorio.

Grazie alla bonifica dei terreni di Punta Sabbioni, Roberto ottenne in concessione un lotto in via San Michele, dove costruì la casa di famiglia insieme ai genitori e avviò la sua azienda agricola. Circa 25 anni fa, quel fondo divenne ufficialmente suo dopo averlo acquistato dal demanio.

Ma la vita di Roberto non era fatta solo di lavoro. Amava profondamente il ballo liscio e la caccia, praticata con rispetto e consapevolezza. Per lui, non era una questione di trofei, ma un’attività legata alla tradizione e alla famiglia: cacciava solo ciò che sua moglie avrebbe cucinato, onorando così il legame tra uomo e natura.

Il 17 marzo un infarto lo ha colpito improvvisamente. Nonostante i soccorsi tempestivi e il trasporto in elicottero all’ospedale all’Angelo di Mestre, le speranze si sono affievolite con il passare dei giorni, fino alla comunicazione dei medici sull’irreversibilità della situazione.

Anche nella morte, tuttavia, Roberto ha lasciato un dono: ha permesso di salvare un’altra vita donando il suo fegato, organo rimasto illeso dal danno ischemico.

Il figlio Gianluca lo ha ricordato con parole toccanti sui social:

“Per noi figli è stato un punto di riferimento, ci ha insegnato come si lavora e a tenere la schiena dritta, ci ha insegnato il rispetto per il prossimo e a dedicarsi agli altri. Molto di quello che sono e che so è merito tuo. La sua regola era: fallo e fallo bene. Grazie papà per tutto ciò che ci hai dato e trasmesso, per tutto il bene che hai fatto per il prossimo, per il tuo inesauribile altruismo, fin dopo la fine”.

I funerali di Roberto Orazio saranno celebrati lunedì 31 marzo alle ore 10.30 nella chiesa di San Francesco di Ca’ Savio.