Cultura ed Eventi

San Donà, “Silenzi incisi” una mostra dell’artista Pedro Lava a Spinea

12 Dicembre 2024

In occasione della giornata dei diritti umani, l’artista Pedro Lava ha inaugurato una mostra personale a tema, presso la Galleria del Barone, all’interno del Barone Rosso Pizzeria Jazz Club di Spinea (VE).

“Silenzi incisi – Testimonianze grafiche di una terra in crisi” è il tema della mostra, in cui l’arte dell’incisione si fa

specchio di una terra segnata da oppressione e disillusione, trasformandosi in una profonda riflessione sulla situazione venezuelana.

L’artista nasce infatti nel 1967 a Rubio, Venezuela, in una famiglia che unisce radici italiane e venezuelane. Sin da giovane esplora la pittura En Plein Air. Dopo gli studi liceali, si avvicina all’architettura, attratto dalla fusione tra

forma e funzione, e si specializza nella progettazione grafica con l’avvento del digitale.

Nel 1998 si trasferisce in Italia, dove, nel 2011, riprende l’arte e l’incisione sotto la guida di maestri come A. Maino e Ilario Minen, seguiti da Livio Ceschin e Gianni Favaro.

L’incisione diventa per lui un mezzo di profonda espressione artistica e sociale.

Nel corso della sua carriera, Lava ha ricevuto numerosi riconoscimenti in ambito nazionale e internazionale e oggi le sue opere sono presenti in collezioni, archivi d’arte e gallerie dall’Europa all’America Latina fino all’Asia.

Attualmente l’artista dedica il tempo libero alla calcografia e all’insegnamento, fondando il gruppo “Piave Printmakers” e l’associazione “Artisti oltre l’Accademia” a San Donà di Piave.

La sua arte è un ponte tra il Venezuela e Venezia, intrecciando memoria e trasformazione.

Le stampe calcografiche presenti in mostra, infatti, incidono sulla carta la sofferenza di un popolo, tracciando il dolore e la resilienza di una nazione intrappolata tra speranza e disperazione. Ogni immagine è intrisa di silenzio, un silenzio che parla delle storie dimenticate, delle vite straziate e della costante minaccia ai diritti umani.

I simboli raffigurati come le uova rotte, giocattoli abbandonati, favelas e raffinerie minacciose richiamano una realtà precaria, dove la bellezza è avvolta dall’ombra della crisi e la quotidianità si è trasformata in lotta per la sopravvivenza. Le parole incise “diritti umani”, “salute”, “sicurezza” diventano tracce di un grido soffocato, una testimonianza che si ribella all’indifferenza, portando alla luce un dolore collettivo che non può e non deve essere ignorato.

La mostra è più di una semplice raccolta di stampe. È un atto di coraggio, un invito alla riflessione. È un monito a non dimenticare le vittime di un sistema che calpesta la dignità umana. Lava invita così il pubblico a una riflessione intima e universale, un richiamo alla responsabilità e alla difesa dei diritti umani, ricordando che ogni segno inciso rappresenta un’anima, un’esistenza e un’indomita speranza di cambiamento.

L’esposizione, curata da Rino Franzin e dal maestro incisore Gianni Favaro, sarà inaugurata il 15 dicembre alle ore 11:00 con un vernissage, un’occasione speciale per incontrare l’artista e approfondire il suo linguaggio incisorio.

La mostra sarà poi visitabile fino all’8 febbraio 2025.