Territorio

San Donà, storici della Grande Guerra e direttori museali a confronto

1 Novembre 2024

L’Europa Centrale possiede un vasto patrimonio culturale legato alla Prima guerra mondiale, con un potenziale significativo utile anche ad accelerare lo sviluppo socio-economico delle aree rurali. Tuttavia, la gestione congiunta di questo patrimonio rimane una sfida, poiché è disperso in vari Paesi e manca una strategia coesa per la conservazione e l’utilizzo.

Per tentare di trovare una soluzione al problema viene in aiuto il progetto GOV4PeaCE (del programma Interreg CENTRAL EUROPE 2021-2027) che stabilisce una visione comune per la gestione del patrimonio culturale bellico attraverso i confini e i settori. Il progetto sperimenta approcci innovativi ai concetti museali, ai percorsi transfrontalieri del patrimonio e alla cooperazione intersettoriale, con lo scopo di utilizzare al meglio il patrimonio del passato verso uno sviluppo futuro.

I partners di progetto sono suddivisi in 3 diversi territori funzionali in base all’iniziale gestione del patrimonio storico: territorio maturo (es. Italia-Slovenia), in via di sviluppo (es. Polonia-Slovacchia) e iniziale (es. Ungheria).

Tappa del progetto, partito a maggio 2024 e che avrà una durata di 30 mesi, è stato il workshop tenutosi nel pomeriggio di ieri nella sala conferenze del Museo della Bonifica di San Donà di Piave, dove l’ente organizzatore VeGal di Portogruaro ha riunito alcuni tra i più impegnati storici del litorale della Provincia di Venezia, del Portogruarese e del Sandonatese, assieme ad altri esponenti del mondo amministrativo, dei musei, dell’editoria, dell’arte e della ricostruzione storica.

Moderato dal conduttore televisivo Daniele Marcassa, gli argomenti del “workshop” sono stati presentati da Cinzia Gozzo e Giovanni Manisi del VeGal.

“Durante l’incontro è stato presentato il programma europeo GOV4Peace – spiegano gli organizzatori –. Dal successivo confronto fra gli addetti al settore sono emersi diversi temi:

  • l’esigenza di “mettere in rete” i vari siti spesso ancora scollegati uno dall’altro (per esempio si nota uno scollamento tra il racconto delle Battaglie del Piave e quello dell’occupazione austroungarica delle retrovie sul Tagliamento);
  • l’opportunità di seguire gli esempi virtuosi come il Percorso Hemingway a Fossalta di Piave o la Via dei Forti di Cavallino Treporti;
  • la mancanza di una figura riconosciuta di guida specializzata nel racconto della Grande Guerra;
  • una generale percezione che il tema della memoria della Guerra sia episodico e non ancora realmente parte della trama narrativa del territorio (come succede invece a Ypres in Belgio);
  • l’auspicio che la riunione del 31 ottobre diventi un appuntamento fisso perlomeno annuale.

Nei prossimi mesi si vedrà la definizione operativa dei progetti VeGal per GOV4Peace, per la conservazione della memoria del Conflitto, oggi ancora più importante che in passato: nella nostra epoca, infatti, che vede la guerra europea di nuovo vicina alle nostre case, dimenticare non sarebbe solo un “vizio” culturale, ma un pericoloso oblio collettivo”.