Politica

San Donà, l’amministrazione punta a portare la sede della Polizia locale a Porta Nuova

23 Novembre 2024

Poche settimane fa è stata inaugurata la nuova stazione di Atvo in via Pralungo, e nel frattempo proseguono i lavori di RFI per terminare anche la nuova stazione ferroviaria. L’area è destinata quindi a diventare un importante nodi di passaggio di persone oltre che merci.

«Sulla nuova stazione siamo un po’ preoccupati, perché Porta Nord diventerà un hub molto importante per il trasporto ferro-gomma. Con la possibilità poi di arrivare da qui in aeroporto, farà diventare l’area un punto di interscambio molto importante.

Il che da un certo punto di vista è positivo, però porta inevitabilmente anche malintenzionati in stazione».

A esprimere la preoccupazione è il sindaco di San Donà, Alberto Teso, che però al problema ha pronta una soluzione: avere sempre persone in divisa in zona.

«Abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione il progetto della cantina dei talenti – analizza il primo cittadino –, quello che voleva essere un punto di partenza per le startup innovative e il coworking. Idee affascinanti, ma che non troviamo fattibili avendo H-Farm poco lontano che fa più o meno le stesse cose.

Abbiamo pensato allora di variare la destinazione e di mettere nella parte frontale, nei tre piani che guardano verso la stazione, la Polizia locale e la Protezione Civile, più un pezzo che rimane di capannone per i mezzi.

Ciò vorrebbe dire avere sempre degli uomini in divisa che girano in zona stazione».

Le idee però si devono scontrare con la realtà, e a mettere i bastoni tra le ruote a Teso ci pensa il tanto discusso PNRR.

«Siamo in attesa di un appuntamento a Roma per discuterne, perché i fondi PNRR sono vincolati al progetto presentato.

Nella richiesta originaria, infatti, la Polizia locale non era prevista, e la Città Metropolitana che coordina questi progetti non si assume la responsabilità di darci il via libera.

Il rischio è che fra tre anni arrivi qualche incaricato da Bruxelles o dalla Germania e ci dica che quanto realizzato non corrisponde alla progettualità, chiedendo la restituzione dei 6 milioni di euro.

Aspettiamo quindi a breve una convocazione a Roma per chiarire la situazione. Questa soluzione però ci aiuterebbe molto, perché avere un presidio di polizia dentro alla stazione sarebbe importante».

(di Cristiano Pellizzaro)