Veneto Orientale, al via il conto alla rovescia per la vendemmia 2024
15 Agosto 2024Arrivato Ferragosto, è conto alla rovescia anche in Veneto Orientale per l’attesa vendemmia 2024. In alcune aree della regione si comincerà in questi giorni con la raccolta delle uve precoci come Chardonnay e Pinot, mentre per le varietà medio-tardive bisognerà attendere ancora per stilare un calendario vendemmiale di massima. Secondo quanto stima Veneto Agricoltura, a creare qualche preoccupazione al comparto sono state le piogge primaverili, continue e abbondanti, le alte temperature di queste settimane (che hanno favorito un forte sviluppo di malattie fungine) e gli eventi atmosferici estremi, come le grandinate.
«Se dal punto di vista fenologico -spiega l’ente- il germogliamento, la fioritura e il potenziale di fertilità indicavano una possibile riduzione delle rese produttive, le problematiche fitosanitarie non lasciano ben sperare: dal punto di vista quantitativo le aspettative non sono ottimistiche e si prevedono quantitativi leggermente in calo rispetto allo scorso anno».
Regione del Veneto e Veneto Agricoltura hanno fissato la data di svolgimento dello “storico” e attesissimo focus sulle previsioni vendemmiali, giunto quest’anno alla 50^ edizione proprio in prossimità con l’inizio delle operazioni di raccolta. L’evento si terrà on-line martedì 27 agosto alle ore 10.
Il settore vitivinicolo è un biglietto da visita importante per tutta l’agricoltura regionale, anche se il 2023 è stato un anno difficile per la viticoltura veneta: la superficie vitata in produzione è leggermente scesa a circa 93.100 ettari, anche a causa degli espianti per il contrasto alla Flavescenza Dorata, per una produzione totale di uva raccolta pari a circa 13,7 milioni di quintali, mentre sono stati 10,6 milioni gli ettolitri di vino prodotto, corrispondenti al 25% della produzione italiana, che è stata di circa 42,5 milioni di ettolitri.
Una quota del 75% del totale del vino prodotto in Veneto, circa 8 milioni di ettolitri, è costituita da vini DOC e un altro 21,3% da vini IGT, a conferma dell’altissima qualità ormai raggiunta dal vigneto veneto.