Territorio

Cinto Caomaggiore, il Comune si dota del Piano delle Acque

18 Luglio 2024

Con l’adozione del Piano delle Acque Cinto Caomaggiore si candida a diventare un punto di riferimento nella gestione sostenibile delle risorse idriche nel mandamento, dimostrando un forte impegno verso la protezione del territorio e la sicurezza dei suoi cittadini.

Si tratta di un progetto finanziato dalla Regione Veneto attraverso la Città Metropolitana di Venezia e realizzato in proficua collaborazione con il Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale.

«Il Piano delle Acque – spiega il sindaco Gianluca Falcomer – rappresenta una risposta strutturata e lungimirante alle sfide che il cambiamento climatico e le attività antropiche impongono al territorio. Grazie a un’analisi approfondita e a una progettualità capillare, l’intero comune sarà interessato da interventi mirati, creando le basi per la realizzazione di progetti specifici. Tra questi, tre sono i principali che offrono una chiara misura della portata e dell’importanza del piano»

  • Sistemazione idraulica di via Udine a Settimo:

Questo progetto prevede la realizzazione di una gronda per raccogliere le acque a monte, facendole scorrere ordinatamente verso il Caomaggiore. Tale intervento migliorerà significativamente la gestione delle acque piovane, riducendo il rischio di allagamenti e migliorando la sicurezza idraulica dell’area.

  • Sistemazione dell’area di Via Reghena e Via Bandida:

L’estensione di quest’area ad una zona meccanizzata rappresenta un potenziamento dell’idrovora che porta le acque al Reghena. Questo progetto è cruciale per il sud del comune, migliorando la capacità di gestione delle acque e prevenendo potenziali problematiche legate alle precipitazioni intense. Il progetto è già in graduatoria in attesa di finanziamento.

  • Bacino di laminazione del nord del Portogruarese:

Il progetto più rilevante a livello intercomunale riguarda la creazione di un bacino di laminazione di oltre 100 ettari nei laghi, che sarà in grado di raccogliere le acque provenienti dal Friuli Venezia Giulia prima che queste raggiungano i comuni di Portogruaro e Concordia. Questo intervento, situato nella parte più bassa del paese, è stato sviluppato in sinergia con i comuni a valle, la Città Metropolitana e la Regione Veneto, e non interesserà i centri abitati.