Territorio

San Donà, nel futuro dell’ex edificio Confrutta il polo fieristico “lanterna urbana”

16 Agosto 2023

La giunta comunale di San Donà di Piave ha approvato nei giorni scorsi il progetto definitivo che va a ridisegnare la struttura e le funzioni per l’ex edificio Confrutta.

Nelle intenzioni della precedente giunta il progetto era più ampio, riguardante non solo la riqualificazione dell’ex deposito frigorifero Confrutta, ma anche il vecchio edificio della Cantina Sociale. Come più volte sottolineato dal sindaco Teso, sia in campagna elettorale che all’indomani delle elezioni: «Ci lasciano perplessi queste opere pubbliche: Cantina dei Talenti, Confrutta ed ex Liceo Montale. I soldi a disposizione bastano per 1/3 di ognuna di queste opere. Cercheremo di realizzarne almeno una».

Per quanto riguarda il futuro dell’ex Liceo Montale ve ne abbiamo già scritto in vari articoli nei giorni scorsi, mentre ora l’attenzione della giunta si è concentrata sull’ex deposito frigorifero Confrutta.

«Con le somme a disposizione e un ulteriore finanziamento da parte nostra, riusciamo a realizzare due corpi da circa 1.000 mq ciascuno, in mezzo ai quali ci sarà una vera e propria strada coperta, transitabile solo in occasione di manifestazioni – spiega il sindaco Alberto Teso –. Il tutto ampliabile in futuro per altri 2000 mq (trovando i fondi)».

Il progetto:

La progettazione prevede la ristrutturazione dell’immobile denominato “Confrutta” per adibirlo a struttura polifunzionale per attività fieristiche, culturali e sportive integrato con gli interventi di rigenerazione urbana già in atto.

L’edificio, appartenuto al consorzio frutticoltori del Basso Piave Srl di San Donà di Piave (acquisito dal Settore Patrimonio del Comune di San Donà di Piave) ed utilizzato come centrale ortofrutticola – magazzino frigorifero era stato realizzato in tre fasi temporali. Il primo blocco costruito tra il 1961 ed il 1962, comprende tre padiglioni con copertura a volta, il corpo servizi e la palazzina per uffici fronte strada. Il secondo blocco minore è costituito dall’edificio della pesa, isolato fisicamente dai precedenti. Il terzo blocco corrisponde ad un’area coperta da una tettoia a strutture metallica, indipendente, realizzata nel 1983 a ridosso del lato Ovest dell’edificio, parzialmente chiusa sui quattro lati.

La proposta architettonica prevede anzitutto il recupero e il restauro dei manufatti con maggior possibilità di utilizzo in termini spaziali e l’abbattimento delle strutture non idonee al futuro uso fieristico. In questo senso i progettisti si sono proposti di conservare e recuperare due dei tre volumi a volta andando a demolire l’insieme di edifici lungo la facciata Est, per il loro cattivo stato di conservazione e il frazionamento degli ambienti interni, il capannone metallico addossato ad Ovest e il primo padiglione a volta a Sud.

I successivi interventi di natura architettonica sono volti a riqualificare l’esistente trasformandolo in un’architettura civica, dotata di un preciso ruolo urbano, uno spazio di fruizione interno flessibile, di un’immagine riconoscibile e coerente al nuovo settore di Portanuova. Essi sono sintetizzabili in cinque operazioni fondamentali: il recupero della galleria centrale come strada pubblica, l’installazione della nuova copertura, la realizzazione della nuova facciata esterna, la riqualificazione dei padiglioni e dello spazio esterno.

«Molto bello il progetto, tutto con pareti semitrasparenti, così che la luce interna illumini anche l’esterno – commenta il progetto il primo cittadino – da qui la denominazione di “lanterna urbana” utilizzata dai progettisti.

A completare la struttura ci sarà un impianto fotovoltaico sul tetto per l’abbattimento di emissioni e il contenimento della spesa energetica. I due corpi di fabbrica potranno essere utilizzati anche separatamente, potendo chiudere all’occorrenza l’una o l’altra ala».

I costi dell’intervento e l’avvio dei lavori:

«Sei milioni e mezzo di euro la spesa finale – conclude il sindaco Teso –, coperti per sei da fondi PNRR, il resto nostri.

Partiamo subito con la gara in modo da poter affidare i lavori entro ottobre, come da programma PNRR. Poi la sfida sarà utilizzare appieno tutto questo, che non potrà certo essere impiegato per un paio di settimane all’anno, in occasione della fiera del Rosario e quella del fumetto».