Territorio

Lavoro in Veneto: diminuiscono le assunzioni del 17%, crollano le cessazioni

20 Maggio 2021

Le conseguenze dirette dell’emergenza pandemica da Covid-19 sul Mercato del Lavoro sono state marcate e tangibili per tutto il 2020 e si mantengono per l’inizio di quest’anno.

Dall’analisi dei dati forniti dall’Istat, dopo un lungo periodo di lenta, ma progressiva crescita del mercato occupazionale nella Regione Veneto degli ultimi anni, ora si è registrata una forte diminuzione degli occupati e aumentano disoccupati e inattivi.

Nel primo trimestre 2021, in Veneto, le assunzioni sono diminuite del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del -31% in confronto con il primo trimestre del 2019. La dinamica delle assunzioni, invece, è negativa per tutte le maggiori tipologie contrattuali, in particolare per il tempo indeterminato. È quanto emerge dai dall’analisi dei dati forniti da Veneto Lavoro.

Nell’andamento tendenziale, tuttavia, vi sono delle differenze: i contratti a tempo indeterminato, protetti dai noti strumenti di sostegno al reddito come la cassa integrazione e il divieto di licenziamento, segnano un calo costante ma contenuto nonostante prosegua la flessione delle assunzioni (-22,5% nel primo trimestre 2021 rispetto al 2020).

L’apprendistato segna una lenta, modesta e progressiva contrazione (con una riduzione delle assunzioni del 12,7%) e i contratti a termine, sia stagionali che non, si confermano quelli su cui si è scaricato il peso delle diverse fasi di lockdown (nel complesso -15% le assunzioni nel primo trimestre 2021 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).

A dare un quadro generale chiaro circa la situazione emergenziale che stiamo attraversando sono le ore richieste e autorizzate di cassa integrazione guadagni: In Veneto, nel 2020, sono state complessivamente 344.479.784, quando in tutto l’anno 2010, anno durante il quale la crisi economica globale è stata più accesa, ne erano state concesse 124.505.840.

A queste si aggiungono le ore autorizzate tramite i fondi di solidarietà ai lavoratori dipendenti di aziende appartenenti a settori non coperti dalla normativa in materia d’integrazione salariale: si parla per tutto il 2020 di oltre 135 milioni di ore contro le appena 327.290 registrate nel 2019.

La situazione difficile è proseguita anche nel primo trimestre 2021: nei primi tre mesi dell’anno sono state concesse oltre 57 milioni di ore di CIG rispetto ai quasi 7 milioni registrati nello stesso periodo del 2020.

Sempre secondo i dati di Veneto Lavoro, nel primo trimestre del 2021 l’analisi settoriale evidenzia come la flessione della domanda di lavoro si sia concentrata principalmente nei settori soggetti alle restrizioni, in particolare il turismo (assunzioni -60%), fortemente caratterizzato dalla domanda di lavoro stagionale e che risulta il più esposto agli effetti della pandemia.

Rispetto ai primi tre mesi del 2020, il macrosettore dei servizi perde il 27% delle assunzioni, l’industria il 7%, mentre l’agricoltura si ferma al calo del 3%.

Il saldo occupazionale è comunque meno negativo dell’analogo periodo dell’anno precedente, durante il quale era avvenuto l’arresto improvviso: la differenza tra assunzioni e cessazioni per i servizi turistici nel primo trimestre del 2020 era pari -6mila unità, mentre nel 2021 si ferma a -1.000 unità.

Aria di fiduciosa ripresa proviene dai settori delle costruzioni-edilizia, del commercio all’ingrosso e dei prodotti in metallo.

Caratteristica peculiare di questo periodo emergenziale è invece il crollo delle cessazioni:

rispetto al primo trimestre del 2020, nel periodo di confronto preso in esame le cessazioni sono crollate addirittura del 29%, in particolare del 41% nel settore dei servizi e del 10% nell’industria. L’impossibilità del licenziamento a supporto dei lavoratori in periodo emergenziale ha reso il mercato del lavoro più statistico bloccando di fatto il turnover.

«I dati di Veneto Lavoro, come elaborati dal nostro Centro Studi, evidenziano la necessità imprescindibile di porre in essere strumenti innovativi e originali di politica attiva del lavoro – commenta il Presidente di Confapi Venezia, Marco Zecchinel –. Quando il prossimo 30 Giugno finirà il divieto di licenziamento come previsto dal Decreto Sostegni, ci troveremo di fronte ad una emergenza sociale che deve fin da subito far riflettere e pone con urgenza la necessità di dare il via ad un nuovo patto tra politica e parti sociali per la formazione e il rilancio del lavoro. Ad una congiuntura economica senza precedenti dobbiamo rispondere con soluzioni innovative senza precedenti».