Politica

San Michele, 14 milioni per la messa in sicurezza idraulica del fiume Tagliamento

5 Agosto 2020

Nel comune di San Michele al Tagliamento sono iniziati i rilievi per la messa in sicurezza idraulica del basso corso del fiume Tagliamento.

I tecnici della Regione, stanno effettuando in questi giorni delle indagini geotecniche lungo l’argine del fiume al fine di individuarne le criticità sotto il profilo idraulico, strutturale e inerenti alle quote altimetriche.
Le misurazioni consentiranno di avere il quadro delle fragilità del sistema arginale e quindi di individuare le aree in cui intervenire per prevenire le tracimazioni o, peggio, un cedimento.

Il Tagliamento, infatti, in particolare quando è in piena, risulta essere un fiume pensile ovvero le cui acque scorrono all’altezza dei tetti delle case poste al di là dell’argine e quindi un eventuale sfondamento della difesa arginale provocherebbe danni incalcolabili alle persone e alle cose.

Per questi primi lavori la Regione ha stanziato 14 milioni di euro.

 

Pasqualino Codognotto, sindaco di San Michele al Tagliamenti – Bibione:

«Auspichiamo sia il primo passo per arrivare alla soluzione di un problema che ci trasciniamo dal 1965, ovvero dalla prima alluvione che poi si è ripetuta con maggiore disastroso vigore nel novembre 1966 e che tanti danni hanno causato.
Con i cambiamenti climatici le piene sono purtroppo diventate una costante, tanto che l’ultima di soli pochi mesi fa ha messo seriamente a rischio questo territorio.
Nei fatti: se i fattori quali forte vento di scirocco e alta marea fossero coincisi per ancora qualche ora nel mentre la piena stava drammaticamente arrivando, gli argini probabilmente non avrebbero trattenuto l’acqua entro l’alveo con conseguenze devastanti. Ricordo che questo fiume venne definito non a caso “rapace” (rapax) dagli antichi romani per la velocità e l’irruenza con cui si avventa sui nostri territori.

Riteniamo queste opere utili, ma non sostitutive di quelle fondamentali che servono per la messa in sicurezza delle nostre popolazioni ovvero le vasche di espansione o altre soluzioni da realizzarsi nel medio corso per trattenere i picchi di ondate di piena».