Bibione, contrasto al commercio abusivo: 24 sequestri di merce
14 Agosto 2020Prosegue il contrasto al commercio abusivo a Bibione. Nei giorni scorsi è stato portato a termine un servizio interforze disposto dalla Questura di Venezia per il contrasto all’abusivismo commerciale, al quale hanno partecipato gli agenti della Polizia Locale di San Michele al Tagliamento, coordinati dal comandante William Cremasco, assieme ai Carabinieri della Stazione di Bibione.
Controlli sono stati attuati lungo la via d’accesso alla località balneare. Durante il servizio sono state ispezionate diverse auto e due autobus di linea controllando una quarantina di extracomunitari venditori abusivi in arenile.
Sono stai effettuati 24 sequestri per un totale di 480 pezzi tra borse, teli mare, bigiotteria, kit per tatuaggi e treccine.
È tato sanzionato un cittadino rumeno che effettuava l’accattonaggio nella zona del mercato settimanale con il sequestro del denaro, in violazione al Regolamento Comunale.
Soddisfazione per l’operazione è stata espressa dal sindaco Pasqualino Codognotto: «Mi preme ancora una volta sottolineare l’ottimo coordinamento tra la nostra Polizia locale con le altre forze dell’ordine operative sul territorio con le quali si è da sempre instaurato e mantenuto un ottimo rapporto di collaborazione e che continua a dare benefici ad un territorio vasto come il nostro e soprattutto ad altissima vocazione turistica. Sulla spiaggia di Bibione vengono effettuati servizi di sette ore al giorno e soprattutto nei fine settimana il personale viene altresì impegnato nelle attività di viabilità essendo la nostra una località turistica molto frequentata e ai confini di due importanti regioni, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il lavoro di contrasto al commercio abusivo è importante per diversi motivi: si va ad agire contro chi viola le regole e vende merci dalla dubbia provenienza probabilmente anche nocive alla salute; si va a tutelare quell’imprenditoria sana che paga le tasse e che fa impresa assumendosi la responsabilità anche dei propri dipendenti. Resta però fondamentale che per avere una azione sempre più incisiva e forte è necessaria la collaborazione e presa di coscienza dei turisti ai quali chiedo di non acquistare nulla da questi abusivi, di non farsi fare treccine o tatuaggi, in sostanza di non alimentare in alcun modo la “domanda” perché da che mondo è mondo un mercato, seppur illegale, si regge se parallelamente all’offerta c’è la domanda. Oggi più che mai, anche per motivi igienico-sanitari legati al coronavirus, è necessario e urgente debellare tale infausta pratica».

Anche il presidente di Confcommercio Caorle, Corrado Sandrin, ha espresso soddisfazione per l’intervento che ha coinvolto complessivamente 20 uomini, tra agenti della polizia locale di Caorle e militari di Carabinieri, Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto.
«L’attività di contrasto al commercio abusivo è fondamentale per difendere il commercio regolare e quindi il lavoro di chi, rispettando tutte le normative e gli obblighi di legge, fornisce al consumatore merce sicura e di qualità. Mai come oggi, inoltre, il contrasto al commercio illegale riveste un’importante funzione in chiave di tutela dell’incolumità pubblica: non solo, grazie ai sequestri, si impedisce la vendita di materiali di dubbia provenienza e potenzialmente pericolosi perché non a norma, ma fermando i venditori abusivi si garantisce anche la sicurezza dei nostri turisti dal punto di vista sanitario. I commercianti di Caorle hanno fatto tutti gli sforzi ed adottato tutti i protocolli per rispettare le disposizioni anti-contagio, garantendo l’igienizzazione dei locali e di tutta la merce esposta in vendita. Non si può certo dire lo stesso dei venditori irregolari».