Cultura ed Eventi

Altino, dal terreno spunta una scultura di età romana

14 Luglio 2020

Spuntava dal terreno nella campagna di Altino. A un primo sguardo pareva un blocco di pietra qualunque, ma poi, guardando meglio, si vedeva invece la forma di una testa, con il volto dai tratti ben conservati e un curioso copricapo con una punta ricurva.

La segnalazione giunta alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna e ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia ha fatto scattare i sopralluoghi degli archeologi, che hanno subito compreso l’eccezionalità della scoperta.
In breve tempo, il recupero è stato affidato dalla Soprintendenza, in collaborazione con la Direzione regionale Musei Veneto, agli archeologi della ditta Malvestio snc di Concordia Sagittaria, che ha proceduto a un vero e proprio piccolo scavo stratigrafico, necessario per comprenderne il contesto e recuperare materiale datante.

Si tratta di una scultura sostanzialmente integra, che raffigura un personaggio maschile seduto su una roccia, con il busto proteso in avanti e la schiena curva. Con un braccio si sostiene appoggiandosi sulle ginocchia, con l’altro mantiene il colletto della veste, avvolgente e dal raffinato panneggio. Il personaggio indossa inoltre un ampio mantello, che sulla testa assume la forma appuntita del tipico berretto frigio. È triste, perché sta partecipando al dolore per la scomparsa della persona seppellita nel monumento funerario di cui faceva parte.
La pertinenza a un importante mausoleo è indiziata anche dalla posizione del ritrovamento: nelle vicinanze del tracciato dell’antica via Annia, lungo la quale – come lungo tutte le strade periurbane in età romana – si distribuiva la necropoli della città.

Due i prossimi passi da parte degli esperti della Soprintendenza e della Direzione regionale Musei: studiare approfonditamente reperto e contesto di rinvenimento, e metterlo a disposizione del pubblico in uno degli spazi espositivi del Museo di Altino, forse già il prossimo autunno.
Questo è infatti, in ultima analisi, lo scopo sia dell’attività di tutela sia di quella di valorizzazione, per come sono stabilite dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio: la pubblica fruizione del nostro patrimonio culturale.