Cronaca

Confindustria Venezia: 250 iscritti al seminario online sulla ripartenza delle aziende

28 Aprile 2020

Quali sono le imprese che potranno riprendere le attività la prossima settimana? Quali misure per il contenimento del contagio da Covid-19 sono tenute a rispettare? Chi non potrà riaprire dal 4 maggio avrà la possibilità quanto meno di accedere ai propri locali per svolgere attività amministrative, di vigilanza, manutenzione, sanificazione, spedizione e ricezione di merci?

A queste ed altre domande sarà data una risposta domani dalle ore 11, in occasione del seminario online “La ripartenza delle aziende e la gestione dell’emergenza sanitaria”. Sono già oltre 250 gli iscritti all’evento, organizzato da Confindustria Venezia Area Metropolitana di Venezia e Rovigo.

In questo delicato momento di riavvio delle produzioni, l’incontro “virtuale” intende fornire un supporto pratico agli associati. Al centro della discussione, le misure da attuare per gestire il rientro dei dipendenti, attraverso l’applicazione del protocollo del 24 aprile 2020 e la sua implementazione nelle specifiche procedure. Ad illustrare queste tematiche saranno Antonio Baldi Guarinoni, Responsabile area Sindacale di Confindustria Venezia ed Elena Bonafè, Responsabile area Ambiente e Sicurezza di Punto Confindustria, la società di servizi di Confindustria Venezia che supporta le associate nelle problematiche di sicurezza del lavoro.

 

Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia:

«L’elevato numero di partecipanti al seminario online dimostra il grande interesse da parte delle aziende al tema della salute dei dipendenti. Un aspetto di prioritaria importanza per noi imprenditori. Le imprese, infatti, stanno programmando e organizzando scrupolosamente il rientro in fabbrica. Da subito il nostro Sistema ha sostenuto che il criterio guida per la Fase 2 debba essere la tutela della sicurezza dei collaboratori. Nel nostro Paese, tuttavia, si sta diffondendo un sentimento anti-industriale che contrappone la salute all’impresa, come se fossero due realtà inconciliabili. Dobbiamo lottare contro tale pregiudizio e dimostrare, da subito, che con l’impegno di tutte le parti sociali l’Italia può rialzarsi e definire nuovi orizzonti di crescita e sviluppo».