Condannato a 2 anni di carcere, si nascondeva a Ceggia
14 Febbraio 2020Nel corso del pomeriggio di ieri i militari della Stazione Carabinieri di San Donà di Piave hanno rintracciato a Ceggia un 35enne, originario del vicentino, sul quale pendeva un ordine di cattura per un cumulo pene.
A.A. era da anni domiciliato nel sandonatese, ma avrebbe invece dovuto scontare 2 anni e 3 mesi di reclusione, in base a due sentenze divenute definitive.
I militari cercavano l’uomo in quanto citato come teste, ma dagli accertamenti è emerso invece un ordine restrittivo in carico agli agenti della Questura di Venezia.
L’uomo, almeno formalmente disoccupato, si trovava tranquillamente all’interno dell’abitazione di proprietà a Ceggia ma, si è poi appreso, da tempo non rispondeva volutamente ad estranei, tantomeno alle forze dell’ordine.
Anche ieri ha tentato invano si sottrarsi al controllo, ma i Carabinieri, pur non ricevendo alcuna risposta, hanno notato le chiavi inserite nella serratura della porta d’ingresso dall’interno e alcune luci accese. Chiamati i Vigili del Fuoco per accedere forzatamente all’immobile, l’uomo ha quindi posto fine alla messinscena aprendo la porta e, senza opporre alcuna resistenza, è stato preso in consegna dai militari che lo hanno quindi condotto in caserma per la notifica del provvedimento.
Le sentenze a suo carico risalgono al 2014 e 2019 per reati commessi in due distinte circostanze: la prima è accaduta a San Donà di Piave nel periodo dal settembre 2013 al febbraio 2014 nel corso del quale l’arrestato ha commesso reati quali truffa, falso e sostituzione di persona – in questo caso la condanna inflitta è stata di 1 anno e 3 mesi di reclusione; la seconda si è verificata a Monastier di Treviso, nel gennaio 2014, quanto l’uomo è stato arrestato dai Carabinieri, che l’avevano sorpreso con una maschera calata sul volto, dopo aver prelevato fraudolentemente del denaro da un bancomat. Nella stessa occasione all’uomo è stato trovato indosso anche un coltello di grosse dimensioni. In questa circostanza la pena inflitta è stata di 1 anno di reclusione.
L’ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia ha inoltre disposto il recupero della pena pecuniaria pari complessivamente a 1.200 euro, sempre collegata alle pene applicate.
L’uomo è stato quindi tradotto presso la Casa Circondariale di Venezia per scontare la sua condanna.